VERSIONE DIGITALE DEL NUMERO 29.11            
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DOCUMENTAZIONE TECNICA
Documentazione (8,4 Mb)
 
 
LUNGOLAGO A MALGRATE
 
Restituire a chi cammina l’esperienza di un contatto più diretto con il lago. Un obiettivo di progetto che si traduce in un sistema continuo di aree pedonali, dove il verde e l’acqua tornano protagonisti.
 
Malgrate torna a rivelare uno dei panorami più suggestivi del Lario con la riqualificazione del lungolago, il cui primo lotto è stato inaugurato lo scorso novembre. Capo progetto è l’Arch. Stefano Santambrogio, già autore di un analogo intervento a Porlezza, la cui filosofia si riassume in un concetto semplice ma dalle forti implicazioni: ogni progetto deve considerare con la massima attenzione il contesto in cui si colloca, capendone la storia e dialogando con i luoghi, di cui deve far emergere le potenzialità. “Non bisogna mai dimenticare - afferma Santambrogio- che il paesaggio e’ il primo attore con il quale il progetto deve iniziare un dialogo che deve condurre ad un’esaltazione delle peculiarità insite in esso. Per noi che siamo nati in questa terra, è il “patrimonio” consegnatoci dalla natura e dalla storia; non dobbiamo mai stancarci di studiare e verificare le diverse opzioni, prima di apportare modifiche indelebili. La nostra opera è, nella sua essenza, un’operazione culturale di disvelamento della bellezza e di comprensione della storia del paesaggio”. È così che il primo obiettivo nel ridisegnare le sponde di Malgrate diventa quello di restituire ai passanti la loro relazione con il lago: attraverso un contatto con l’acqua meno mediato possibile. Naturale conseguenza di questa intenzione è la creazione di un percorso pedonale continuo, giocato sulla formazione di livelli degradanti verso il confine con la sponda del lago: “Un accorgimento che tiene conto della presenza di un fondale quasi pianeggiante, con un ampio sedime di ghiaie creato dalle correnti che spesso si amplia per effetto delle escursioni periodiche nell’altezza dell’acqua, sia naturali che indotte dall’uomo”. Sfruttando questa caratteristica del luogo, è stata progettata una nuova sponda ribassata nel tratto iniziale, dove la muratura alle spalle dell’osservatore separa dalla vista e dai rumori della strada, seguita nel tratto successivo (ancora da realizzare) da una serie di terrazzamenti erbosi. Il dialogo diviene in tal modo esclusivo con il paesaggio, creando occasioni di contatto diretto con la natura lacuale.
Il lotto recentemente inaugurato intende porsi come “salotto” della città: un luogo dove poter sostare e contemplare il paesaggio, attrezzabile anche per piccole manifestazioni, ma pensato per il quotidiano. Un luogo che si presti a un doppio punto di vista: dalla città sul lago, quale punto panoramico privilegiato evidenziato anche da alcune sedute collocate negli angoli più suggestivi; e dal lago sulla città, con una grande pergola a fare da fulcro prospettico e portale di accesso.
Il percorso prende avvio dal porticciolo, con un camminamento in legno a sbalzo che ridefinisce la sponda, consente l’accesso alla darsena e si collega al successivo tratto pedonale creato dal nuovo intervento. La mantellata e il piano inclinato a lago che seguono la darsena, sono stati oggetto di un intervento di riqualificazione che ne ha mantenuto le caratteristiche, riservando però maggiore spazio alla zona pedonale. Si innesterà in questo tratto la struttura in metallo coperta, che costituirà il punto di approdo simbolico al centro di Malgrate. Conclude l’intervento il giardino che era di pertinenza della retrostante Villa Agudio, sul cui asse è stata creata una fontana che ne costituisce un collegamento geometrico e un richiamo ideale.
“L’intervento realizzato – racconta Santambrogio – ha posto particolare attenzione alla ricerca del dettaglio che si riscontra nella progettazione degli arredi e delle superfici pavimentate, dove ricorrono alcuni elementi quali le linee in acciaio e in pietra lucidata presenti anche nel rivestimento a lago. Nella scelta dei materiali di pavimentazione ci siamo ispirati ai colori del paesaggio circostante: granito grigio venato con dettagli di granito bianco e nero, in prossimità della sede stradale, che lasciano il posto all’acciottolato vicino alle sponde”.
Caratteristica costante del progetto, una precisa ricerca prospettica mirata a minimizzare le barriere visive verso l’acqua: “In questo primo tratto, il rapporto con la sponda è stato risolto attraverso una ringhiera che impatti il meno possibile la visuale; il telaio nascosto nella parte bassa la trasforma in una vibrazione di linee verticali dove a predominare è la linea orizzontale dei corrimani in legno e acciaio. Nel progetto dei lotti successivi la ringhiera è stata addirittura eliminata e sostituita nella sua funzione da elementi naturali quali tappezzanti inseriti in aiuole ribassate e specchi d’acqua che si fondono e confondono con il lago, simulandone una artificiale continuità.”
Il progetto verrà in futuro completato dalla realizzazione dalla sistemazione del nastro stradale e delle superfici pedonali a ridosso degli edifici, ma soprattutto dal proseguimento della sistemazione terrazzata della sponda. Proseguendo dal giardino appena riqualificato, l’intervento modella la sponda con un piano inclinato, in cui il manto erboso si alterna a linee di pavimentazione e sedute in pietra, attrezzabile nella parte terminale con un palco e con ulteriori sedute in occasione di eventuali manifestazioni. Ad un esteso specchio d’acqua che fa penetrare percettivamente il lago nella sistemazione spondale, seguono la creazione di un terrazzamento articolato su due livelli, una superficie a prato, un ampio deck in legno ribassato e altre due aree verdi che si estendono sino all’accesso al parcheggio interrato che, posto sotto i terrazzamenti della sponda, è in grado di ospitare circa 80 auto.
RUBRICA  
 
A cura di:  
Michela Fumagalli  
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